Abuelas e la giustizia

In maniera reiterata l'Equipe Giuridica dell'Istituzione ha sostenuto, nelle sue presentazioni, che la sottrazione e l'occultamento dei minori nati in cattività e di coloro che scomparvero una volta nati, è parte di un piano sistematico che includeva omicidi, torture, sparizione forzata di adulti, furto ed altri delitti realizzati da membri delle forze di repressione, sicurezza, di polizia, penitenziaria etc., etc., insieme ai componenti delle Forze Armate.

Nei processi che si sono realizzati per violazioni dei diritti umani alle Giunte Militari, alla Polizia della Provincia di Buenos Aires, etc. etc., i giudici che sono intervenuti (in generale la Camera Federale di Appello), arrivarono alla conclusione che la sottrazione di minori non rispondeva ad un piano sistematico delle autorità che avevano preso il potere il 24 marzo del 1976.

Siami convinti che questi giudici, nelle cause che arrivarono a conoscere, non hanno ottenuto prove sufficienti per arrivare a concludere che la sottrazione dei nostri bambini non fu opera di casualità o di atti isolati di semplice furto di minori.

Risulta provato, attraverso numerose testimonianze offerte di fronte alla Commissione Nazionale di Scomparsa di Persone (CONADEP) e in cause giudiziarie, che esistevano centri clandestini di detenzione di donne in stato interessante scomparse che funzionavano come centri di maternità (ESMA, Scuola di Meccanica dell'Armata, per esempio) dove erano trasferite donne in stato interessante scomparse da distiniti luoghi del paese per partorire.

Concludiamo quindi che la "verità'" formale contenuta negli incartamenti giudiziari commentati differisce sostanzialmente dalla "Verità Storica", quella che cercano le Nonne di Piazza di Maggio nel loro sforzo per localizzare e restituire questi bambini.

Nonostante il fatto che governi costituzionali siano in vigore in Argentina, noi Nonne di Piazza di Maggio continuiamo ad incontrare seri problemi nel portare a termine i giudizi.

Ci sono resistenze tra molti membri del Potere Giuridico che non capiscono che i nostri nipoti sono vittime di numerosi delitti anche se ora si trovano a vivere con coloro che li appropriarono in una "buona e ottima condizione economica e sociale". Queste resistenze non solo ritardano l'atto della restituzione ma, in molti casi, lo impediscono totalmente.

Le misure cautelari esistenti risultano inefficaci. La interdizione all'uscita del Paese, per esempio, è totalmente inutile nei casi dei profughi della giustizia e ha dato origine al fenomeno delle seconda sparizione di bambini localizzati.

Non si sono ancora create nueve misure di procedimento ed organiche che si occupino di situazioni totalmente inedite che rappresenta la restituzione di bambini sequestrati alle loro legittime famiglie.

Esistono gravi problemi nei giudizi di filiazione, che hanno foro civile, quando è necessaria una precedente sentenza penale. In questi casi tutto il processo risente di ritardi nel tempo e ciò ha come conseguenza che il bambino abbia difficoltà per gestirsi, comportarsi con la sua vera ed unica identità.

La nostra Associazione, oltre che portare avanti i numerosi giudizi Civili e Penali, propizia riforme nella legislazione che tendano a modificare le situazioni precedentemente descritte.

Crediamo che il Diritto e la Giustizia no possono camminare a margine di una realtà tanto dolorosa come è il tema dei bambini scomparsi e natti in cattivita'. E' necessario che incorporino il problema in maniera tale che i benefici delle riforme raggiungano i bambini vittime di questi delitti e la comunità infantile-adolescenziale nel suo complesso.

Legge Nazionale 23.849 - Convenzione Internazionale per il Diritto dell'Infanzia


Articolo 7:

  • Il fanciullo dovrà essere registrato mediatamente dopo la nascita ed a partire da esse avrà diritto ad un nome, ad acquisire una nazionalità e, nella misura del possibile, a conoscere i propri genitori ed essere da essi accudito.

  • Gli Stati parti assicureranno l'attuazione di questi diritti in conformitàalle loro legislazioni nazionali ed agli obblighi derivanti dagli strumenti internazionali applicabili in materia, in particolare in quelle situazioni in cui il fanciullo si troverebbe altrimenti privo di nazionalità.

Articolo 8:

  • Gli Stati parti s'impegnano a rispettare il diritto del fanciullo di conservare la propria identità, nazionalità, nome e relazioni familiari, quali riconosciuti per legge, senza interferenze legali.

  • Se il fanciullo viene illegalmente privato degli elementi costitutivi della sua identità o di alcuni di essi, gli Stati parti forniranno adeguata assistenza a tutela affinchè venga sollecitamente ristabilita la sua identità.

Articolo 11:

  • Gli Stati parti adottano provvedimenti per impedire gli spostamenti e i non-ritorni illeciti di fanciulli all'estero.

  • A tal fine, gli Stati parti favoriscono la conclusione di accordi bilaterali o multilaterali oppure l'adesione ad accordi esistenti.

Articolo 12:

  • Gli Stati parti garantiscono al fanciullo capace di discernimento il diritto di esprimere liberamente la sua opinione su ogni questione che lo interessa, le opinioni del fanciullo essendo debitamente prese in considerazione tenendo conto della sua età e del suo grado di maturità.

  • A tal fine, si darà in particolare al fanciullo la possibilità di essere ascoltato in ogni procedura giudiziaria o amministrativa che lo concerne, sia direttamente, sia tramite un rappresentante o un organo appropriato, in maniera compatibile con le regole di procedura della legislazione nazionale.



  • Traduttore: Miguel Santucho